Scienza e Tecnologia

Digitale terrestre: perché i canali ora sono “provvisori”

In questi giorni molti canali del Digitale Terrestre stanno diventando “provvisori”: ecco per quale motivo e cosa devono fare gli spettatori per continuare a vederli

Gennaio 2022 sarà un mese pieno di cambiamenti per le emittenti che trasmettono sul Digitale Terrestre, ma qualcosa sta già succedendo in questi giorni: moltissimi canali, infatti, accanto al loro nome e numero LCN riportano la dicitura “provvisorio“. Si tratta principalmente di emittenti interregionali, ma anche nazionali.

Il motivo di tutto ciò è già ben noto: il 3 gennaio 2022 inizia il “refarming” delle frequenze della banda 700 MHz in tutte le Regioni del Nord Italia, un processo che terminerà a metà marzo e comporterà lo spostamento di moltissime emittenti da una frequenza all’altra e, purtroppo, anche la sparizione di alcune storiche emittenti locali. Per gli utenti del Digitale Terrestre, in linea di massima, non ci saranno grossi problemi a patto che abbiano una TV recente: già adesso, infatti, molte emittenti hanno iniziato a trasmettere con il nuovo codec Mpeg 4. Ecco cosa sta succedendo esattamente.

Digitale Terrestre: come funziona il refarming

Con il termine “refarming” si intende il fatto che tutte le emittenti televisive che oggi trasmettono sulle frequenze comprese tra 694 e 790 MHz (corrispondenti ai canali UHF 49-60 della scansione automatica della TV) si dovranno spostare su altre frequenze.

Questo perché quelle frequenze sono state assegnate dallo Stato all’asta, già a fine 2018, agli operatori telefonici che le useranno per la rete dati veloce 5G.

Si tratta di molti canali, che dovranno trovare spazio in meno frequenze disponibili. Per questo motivo, insieme al cambio di frequenza, arriva anche il passaggio dalla codifica Mpeg 2 (usata oggi) alla Mpeg 4. La codifica Mpeg 4 permette di trasmettere più canali a parità di frequenza, e quindi di trovare lo spazio per tutti (o quasi).

Digitale Terrestre: cosa vuol dire canale provvisorio

I canali che oggi vengono dichiarati “provvisori” sono proprio quelli che stanno traslocando: gli stessi canali, infatti, al momento sono trasmessi anche su altre frequenze, con il codec Mpeg 4. Tra i due canali gemelli, a gennaio 2022, verrà spento quello che oggi viene dichiarato provvisorio.

Giusto per fare qualche esempio, tra questi canali ci sono tutti quelli del MUX nazionale Rete A 2, con numeri LCN tra 128 e 144:

  • Gold Italia TV
  • La 4 Italia
  • Channel 24
  • Rete Italia
  • Lineagem
  • Linea Italia
  • Orler TV

Tutti questi canali sono già passati da Rete A MUX 2 a Timb MUX 2, ma poiché Rete A MUX 2 non è ancora spento li troviamo duplicati: quelli del vecchio MUX sono diventati provvisori, trasmettono ancora in Mpeg 2 e verranno eliminati, quelli del nuovo MUX sono passati all’Mpeg 4 e resteranno anche dopo il 3 gennaio. La stesa cosa, a fine ottobre, era successa anche per alcuni canali Mediaset.

Cosa cambia per i telespettatori

Dietro quella dicitura “provvisorio“, quindi, ci sono due questioni diverse: un cambio di frequenza, ma anche un cambio di codifica. Il cambio di frequenza non sarà un problema per nessuno: basterà risintonizzare, sempre che la TV non lo faccia in automatico. Per il cambio di codifica, invece, la situazione non è così scontata.

Se la TV, o il decoder, non sono in grado di elaborare il segnale compresso in Mpeg 4, infatti, non sarà possibile vedere quei canali a partire da inizio gennaio. Togliersi il dubbio è molto semplice con un test facile e veloce: se in questo momento si vede sia il canale provvisorio che quello definitivo non ci saranno problemi.

Al contrario, se il canale definitivo oggi non è visibile vuol dire che TV e/o decoder non possono elaborare l’Mpeg 4. E non potranno farlo neanche a gennaio, quindi vanno sostituiti.

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